Sesto incontro gda, Sarete Testimoni: La scheda

  1. GdA 25-26 6

“Pace a voi” Giovanni 20,19

Sesto incontro: “Sarete testimoni” (At 1, 6-8; 2, 1-14)

Attendere la parola

Principe della pace, Gesù Risorto,

guarda benigno all’umanità intera.

Essa da Te solo aspetta l’aiuto e il conforto alle sue ferite.

Come nei giorni del Tuo passaggio terreno,

Tu sempre prediligi i piccoli, gli umili, i doloranti;

sempre vai a cercare i peccatori.

Fa’ che tutti Ti invochino e Ti trovino,

per avere in Te la via, la verità, la vita.

Conservaci la Tua pace,

o Agnello immolato per la nostra salvezza:

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, dona a noi la pace!

Allontana dal cuore degli uomini

ciò che può mettere in pericolo la pace,

e confermali nella verità, nella giustizia, nell’amore dei fratelli.

Illumina i reggitori dei popoli, affinché,

accanto alle giuste sollecitudini per il benessere dei loro fratelli,

garantiscano e difendano il grande tesoro della pace;

accendi le volontà di tutti a superare le barriere che dividono,

a rinsaldare i vincoli della mutua carità,

a essere pronti a comprendere,

a compatire, a perdonare,

affinché nel Tuo nome le genti si uniscano,

e trionfi nei cuori, nelle famiglie, nel mondo la pace, la Tua pace.

Amen.

San Giovanni XXIII

Ascoltare la Parola

Atti, 1, 6-8

6Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: «Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?». 7Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, 8ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra».

 

 

Atti, 2, 1-14

1Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. 2Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. 3Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, 4e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi. 5Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. 6A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. 7Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: «Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? 8E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? 9Siamo Parti, Medi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, 10della Frìgia e della Panfìlia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, Romani qui residenti, 11Giudei e prosèliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio». 12Tutti erano stupefatti e perplessi, e si chiedevano l’un l’altro: «Che cosa significa questo?». 13Altri invece li deridevano e dicevano: «Si sono ubriacati di vino dolce». 14Allora Pietro con gli Undici si alzò in piedi e a voce alta parlò a loro così: «Uomini di Giudea, e voi tutti abitanti di Gerusalemme, vi sia noto questo e fate attenzione alle mie parole.».

 

 

Intervento dell’animatore

Silenzio

Per approfondire

 

LA CASA NON CADE

La casa non cade perché ci sono persone che si fanno avanti per aggiustarla e renderla abitabile.

La casa non cade perché ci siete voi, convinti che vale la pena di considerare la vita come vocazione a servire, piuttosto che come pretesa di essere serviti. Non cade perché ci siete voi, uomini e donne pensosi, appassionati al cammino dell’umanità.

Si fa avanti il cittadino comune

Mi faccio avanti, io, il cittadino comune. Io non voglio essere complice della caduta della casa, perché la casa comune è anche la mia casa. Se anche constato il disagio esistenziale, economico e culturale dell’oggi, mi chiedo: ma io che cosa posso fare? Io recupero la prospettiva culturale, che fa riemergere le dinamiche dello spirito, confessa che occorre partire da sé, prima che dagli altri.

Ogni giorno cerco di fare il mio dovere, in casa, sul lavoro, nella società. Provo fastidio quando respiro quel clima deprimente che prende la parola per lamentarsi, per accusare, per screditare persone e istituzioni. Cerco di fare il mio dovere di cittadino, onesto sul lavoro, affidabile in famiglia. Sento responsabilità per il mondo in cui abito. Sono convinto che la città è sicura, il paese è sicuro se i cittadini comuni come me l’abitano con senso di responsabilità senza chiudersi in un privato rassicurante e indifferente a quello che si muove intorno.

Mi fido delle forze dell’ordine e mi sento in dovere di denunciare il malaffare, la presenza di spacciatori e di traffici illeciti. Pago le tasse e so che quello che è dovuto è necessario per una città e un paese ben organizzati, per rendere accessibili a tutti i servizi necessari. Per questo sono sdegnato per gli sperperi del denaro pubblico e la corruzione.

Sono contento di abitare in una terra bella, sicura, sana: perciò reagisco al degrado, al vandalismo, ai disastri ambientali e alla superficialità che trascura la manutenzione necessaria per acque, vegetazione, montagne e mette a rischio persone e animali che vi abitano. Non sono perfetto e non sono ineccepibile, ma questo non mi impedisce di essere critico verso quello che non funziona: non per screditare, ma per esigere il rispetto e la cura del bene comune.

Dal “Discorso alla città di Milano” – Mons. M. Delpini – Festa di S. Ambrogio 2025

 

Comunicazione nella fede

 

1) Il tuo modo di vivere la fede è solare/gioioso, e quindi una bella testimonianza di fede, o lamentoso/triste e, quindi, una contro-testimonianza?

 

2) Nella tua vita ci sono state scelte o impegni che riconosci sono maturate con l’impulso dello Spirito?

 

3) Senti il desiderio di parlare di Dio, fede, Chiesa…in famiglia o con le persone che accosti?

 

4) L’Arcivescovo ci invita a “farci avanti” anche come cittadini. Ti senti responsabile della “casa comune”, la società in cui viviamo?

 

5) Quali delle situazioni elencate dall’Arcivescovo ritieni prioritarie? In quali fai più fatica?

 

Preghiera: Padre nostro