Sesto incontro gda: Le conseguenze dell’idolatria e la pazienza di Dio. La scheda ed il video

GdA 23-24 6

Elia, voce di Dio

Sesto incontro: Le conseguenze dell’idolatria

e la pazienza di Dio
1 Re 21, 1 – 29

 Attendere la parola

O Dio, affida al re il tuo diritto,
al figlio di re la tua giustizia;
egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia
e i tuoi poveri secondo il diritto.
Le montagne portino pace al popolo
e le colline giustizia.

Ai poveri del popolo renda giustizia, salvi i figli del misero

e abbatta l’oppressore.
Ti faccia durare quanto il sole,
come la luna, di generazione in generazione.
Scenda come pioggia sull’erba, come acqua che irrora la terra.
Nei suoi giorni fiorisca il giusto e abbondi la pace,
finché non si spenga la luna.

E dòmini da mare a mare, dal fiume sino ai confini della terra.

A lui si pieghino le tribù del deserto,
mordano la polvere i suoi nemici.
I re di Tarsis e delle isole portino tributi,
i re di Saba e di Seba offrano doni.
Tutti i re si prostrino a lui, lo servano tutte le genti.
1 Perché egli libererà il misero che invoca
e il povero che non trova aiuto.
Abbia pietà del debole e del misero
e salvi la vita dei miseri.
Li riscatti dalla violenza e dal sopruso,
sia prezioso ai suoi occhi il loro sangue.
Viva e gli sia dato oro di Arabia,
si preghi sempre per lui, sia benedetto ogni giorno.
Abbondi il frumento nel paese,
ondeggi sulle cime dei monti;
il suo frutto fiorisca come il Libano,
la sua messe come l’erba dei campi.

Il suo nome duri in eterno, davanti al sole germogli il suo nome.
In lui siano benedette tutte le stirpi della terra e tutte le genti lo dicano beato.

Benedetto il Signore, Dio d’Israele:
egli solo compie meraviglie.
1 E benedetto il suo nome glorioso per sempre:
della sua gloria sia piena tutta la terra. Amen, amen.

Salmo 72

 Ascoltare la Parola

Nabot di Izreel possedeva una vigna
1 In seguito avvenne questo episodio. Nabot di Izreèl possedeva una vigna che era a Izreèl,
vicino al palazzo di Acab, re di Samaria.  2 Acab disse a Nabot: «Cedimi la tua vigna; ne farò un
orto, perché è confinante con la mia casa. Al suo posto ti darò una vigna migliore di quella,
oppure, se preferisci, te la pagherò in denaro al prezzo che vale».  3 Nabot rispose ad Acab: «Mi
guardi il Signore dal cederti l’eredità dei miei padri».

Acab e Gezabele
4 Acab se ne andò a casa amareggiato e sdegnato per le parole dettegli da Nabot di Izreèl, che
aveva affermato: «Non ti cederò l’eredità dei miei padri!». Si coricò sul letto, voltò la faccia da
un lato e non mangiò niente.  5 Entrò da lui la moglie Gezabele e gli domandò: «Perché mai il tuo
animo è tanto amareggiato e perché non vuoi mangiare?».  6 Le rispose: «Perché ho detto a
Nabot di Izreèl: “Cedimi la tua vigna per denaro, o, se preferisci, ti darò un’altra vigna” ed egli
mi ha risposto: “Non cederò la mia vigna!”».  7 Allora sua moglie Gezabele gli disse: «Tu eserciti
così la potestà regale su Israele? Àlzati, mangia e il tuo cuore gioisca. Te la farò avere io la
vigna di Nabot di Izreèl!».

La prevaricazione
8 Ella scrisse lettere con il nome di Acab, le sigillò con il suo sigillo, quindi le spedì agli anziani e
ai notabili della città, che abitavano vicino a Nabot.  9 Nelle lettere scrisse: «Bandite un digiuno e
fate sedere Nabot alla testa del popolo.  10 Di fronte a lui fate sedere due uomini perversi, i quali
l’accusino: “Hai maledetto Dio e il re!”. Quindi conducetelo fuori e lapidatelo ed egli
muoia».  11 Gli uomini della città di Nabot, gli anziani e i notabili che abitavano nella sua città,
fecero come aveva ordinato loro Gezabele, ossia come era scritto nelle lettere che aveva loro
spedito.  12 Bandirono un digiuno e fecero sedere Nabot alla testa del popolo.  13 Giunsero i due
uomini perversi, che si sedettero di fronte a lui. Costoro accusarono Nabot davanti al popolo
affermando: «Nabot ha maledetto Dio e il re». Lo condussero fuori della città e lo lapidarono ed
egli morì.  14 Quindi mandarono a dire a Gezabele: «Nabot è stato lapidato ed è morto».  15 Appena
Gezabele sentì che Nabot era stato lapidato ed era morto, disse ad Acab: «Su, prendi possesso
della vigna di Nabot di Izreèl, il quale ha rifiutato di dartela in cambio di denaro, perché Nabot
non vive più, è morto».  16 Quando sentì che Nabot era morto, Acab si alzò per scendere nella
vigna di Nabot di Izreèl a prenderne possesso.

La minaccia del castigo
17 Allora la parola del Signore fu rivolta a Elia il Tisbita:  18 «Su, scendi incontro ad Acab, re
d’Israele, che abita a Samaria; ecco, è nella vigna di Nabot, ove è sceso a prenderne
possesso.  19 Poi parlerai a lui dicendo: “Così dice il Signore: Hai assassinato e ora usurpi!”. Gli
dirai anche: “Così dice il Signore: Nel luogo ove lambirono il sangue di Nabot, i cani lambiranno
anche il tuo sangue”».  20 Acab disse a Elia: «Mi hai dunque trovato, o mio nemico?». Quello
soggiunse: «Ti ho trovato, perché ti sei venduto per fare ciò che è male agli occhi del
Signore.  21 Ecco, io farò venire su di te una sciagura e ti spazzerò via. Sterminerò ad Acab ogni
maschio, schiavo o libero in Israele.  22 Renderò la tua casa come la casa di Geroboamo, figlio di
Nebat, e come la casa di Baasà, figlio di Achia, perché tu mi hai irritato e hai fatto peccare
Israele.  23 Anche riguardo a Gezabele parla il Signore, dicendo: “I cani divoreranno Gezabele nel
campo di Izreèl”.  24 Quanti della famiglia di Acab moriranno in città, li divoreranno i cani; quanti
moriranno in campagna, li divoreranno gli uccelli del cielo». 25 In realtà nessuno si è mai venduto
per fare il male agli occhi del Signore come Acab, perché sua moglie Gezabele l’aveva
istigato.  26 Commise molti abomini, seguendo gli idoli, come avevano fatto gli Amorrei, che il
Signore aveva scacciato davanti agli Israeliti.

Pentimento di Acab
27 Quando sentì tali parole, Acab si stracciò le vesti, indossò un sacco sul suo corpo e digiunò; si
coricava con il sacco e camminava a testa bassa.  28 La parola del Signore fu rivolta a Elia, il
Tisbita:  29 «Hai visto come Acab si è umiliato davanti a me? Poiché si è umiliato davanti a me,
non farò venire la sciagura durante la sua vita; farò venire la sciagura sulla sua casa durante la
vita di suo figlio».

 Intervento dell’animatore
 Per approfondire

Il principio superiore
Un film da non dimenticare

Siamo nel 1942 a Kostelec, città del Protettorato di Boemia e Moravia (parte della ex Cecoslovacchia)
occupato dalle armate naziste. I collaborazionisti cechi irrompono nella classe viii del liceo (l’ultima del
corso di studi) per arrestare gli autori di una “cospirazione”, consistita nella caricatura di Reinhard Heydrich,
potente governatore del Protettorato di Boemia e Moravia, ucciso da esponenti della resistenza antinazista.
Il professor Malek, professore di latino, fino a quel momento vissuto tra i libri, si trova ad affrontare un caso
concreto, l’arresto dei suoi studenti, alla luce del suo “principio superiore”: quello che gli deriva dalla lettura
di Seneca e di Tacito. Non per niente gli studenti lo chiamano, da sempre, “Signor principio superiore”.
Aveva l’abitudine di ripetere che le nostre azioni devono avere come fermo riferimento i principi morali
“superiori”, i quali sono tali in quanto prevalgono su ogni altra considerazione, perché la loro autorità
discende dalla natura stessa.
Nessuna meraviglia, dunque, se il tema di latino scelto dal prof. Malek per l’esame di maturità è un brano
di Tacito, dove si riferisce di Aulo Cremuzio Cordo, uno storico romano vissuto ai tempi di Tiberio. Di
sentimenti repubblicani, Cremuzio Cordo aveva affermato che Cassio, il tirannicida, era stato l’ultimo dei
Romani: questo fu il pretesto per cui fu messo sotto accusa da Seiano, potente prefetto del Pretorio. Un
principio superiore spinse Cordo a non accettare l’ignominia di un processo manipolato, perciò si lasciò
morire d’inedia.
Tuttavia i tre studenti, accusati essi stessi di lesa maestà, non consegneranno il compito: hanno appena
cominciato a tradurre le prime righe, quando i collaborazionisti si presentano al liceo per prenderli in
consegna.
Il prof. Malek si reca dal comandante della Gestapo, che promette l’imminente liberazione dei ragazzi.
L’ufficiale non mantiene la parola, i ragazzi saranno fucilati.
Nella scena finale del film il professore ha il compito di illustrare alla classe l’accaduto. Lo fa alla luce del
“suo” principio superiore, denunciando la ferocia nazista. Il film non racconta il seguito, non è necessario
che lo dica: ma è evidente che il buono e onesto e veramente sapiente professore (perché la coerenza è la
virtù dei sapienti) pagherà caro il prezzo della sua fedeltà al principio superiore. Come Aulo Cremuzio
Cordo, del resto. Il discorso sarà trascritto nel registro di classe.
 Silenzio
 Comunicazione nella fede
1. Nella nostra vita, abbiamo conosciuto esempi di modalità “inique” di esercitare il potere?
2. In base alle nostre esperienze, è vero che Dio è dalla parte dei deboli, poveri, semplici, umiliati,
sconfitti…?
3. Quali comportamenti, abitudini, mentalità…ci fanno capire che ci siamo “adeguati” alle logiche del
mondo?
4. Conosciamo persone che, in forza di “un principio morale superiore” hanno saputo fare rinunce o scelte
che sono costate sacrifici e privazioni?
 Preghiera: Padre nostro