Quinto incontro GdA : “Erano in cammino” – La scheda e il video della registrazione

GdA 25-26 5

“Pace a voi” Giovanni 20,19

Quinto incontro: “Erano in cammino” (Lc 24, 13 -35)

⮚ Attendere la parola

Signore Dio di pace,
che hai creato gli uomini,
oggetto della tua benevolenza,
per essere i famigliari della tua gloria,
noi ti benediciamo e ti rendiamo grazie:
perché ci hai inviato Gesù, tuo Figlio amatissimo,
hai fatto di Lui nel mistero della sua Pasqua
l’artefice di ogni salvezza,
la sorgente di ogni pace,
il legame di ogni fraternità.

Noi ti rendiamo grazie
per i desideri, gli sforzi,
le realizzazioni che il tuo Spirito di pace
ha suscitato nel nostro tempo,
per sostituire l’odio con l’amore,
la diffidenza con la comprensione,
l’indifferenza con la solidarietà.

 

Apri ancor più i nostri spiriti ed i nostri cuori
alla esigenza concreta dell’amore
di tutti i nostri fratelli;
affinché possiamo essere sempre più
dei costruttori di pace.
Ricordati, Padre di misericordia,
di tutti quelli che sono in pena,
soffrono e muoiono,
nel generare un mondo più fraterno.

 

Che per gli uomini di ogni razza e di ogni lingua
venga il tuo regno di Giustizia,
di Pace e di Amore.
E che la terra sia ripiena della tua Gloria!

Amen.

San Paolo VI

⮚ Ascoltare la Parola

Luca 24, 13-35
13 Ed ecco, in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa
undici chilometri da Gerusalemme,  14 e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto.  15 Mentre
conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro.  16 Ma i loro occhi erano
impediti a riconoscerlo.  17 Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il
cammino?». Si fermarono, col volto triste;  18 uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a
Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?».  19 Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò
che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo;  20 come
i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno
crocifisso.  21 Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni
da quando queste cose sono accadute.  22 Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al
mattino alla tomba  23 e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di
angeli, i quali affermano che egli è vivo.  24 Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano

detto le donne, ma lui non l’hanno visto».  25 Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i
profeti!  26 Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?».  27 E, cominciando da
Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. 28 Quando furono vicini al villaggio
dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano.  29 Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si
fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro.  30 Quando fu a tavola con loro, prese il
pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro.  31 Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli
sparì dalla loro vista.  32 Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava
con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».  33 Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme,
dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro,  34 i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è
apparso a Simone!».  35 Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello
spezzare il pane.
⮚ Intervento dell’animatore
⮚ Silenzio
⮚ Per approfondire
Noi, costruttori di pace
Tra le invocazioni delle litanie dei santi che si cantano ancora oggi in chiesa, ce n'è una che dice così: «A peste,
fame et bello, libera nos Domine». Liberaci, o Signore, dalla peste, dalla fame e dalla guerra.
Anzitutto la peste. Non quella bubbonica, ma quella che lascia i segni di ben altri lividi: la droga. In questi giorni,
sequestri a quintali in ogni angolo di port. Turbe di giovani travolti dalla bufera. Genitori distrutti, senza approdi di
speranza al loro tormento. Corteggio di violenze, che germogliano su questa libidine dell’assurdo. Esplosione di
criminalità legata agli osceni mercati di morte. Rituali tenebrosi, che la diaspora livida delle siringhe evoca
all’alba…
E poi la guerra. Questa guerra disumana dei Balcani che, alle consuete scenografie delle madri che si disperano e
dei roghi che crepitano sulle macerie di antiche civiltà, aggiunge i fotogrammi dei lager dove la gente viene
sterminata con allucinante premeditazione.
E infine la fame. Quando fino a ieri dicevamo che ci sono cinquanta milioni di persone che muoiono ogni anno per
mancanza di cibo, si poteva anche rimanere indifferenti di fronte a questa aritmetica della miseria. Ma oggi che
perfino i rotocalchi rosa riproducono lo smarrimento delle madri della Somalia che stringono figli smagriti a seni
senza latte, non possiamo più continuare a vivere come prima.
Perché non sono i coperti che mancano sulla mensa. Sono i posti in più che non si vogliono aggiungere a tavola!
La tragedia della Somalia ci obbliga a prendere sul serio uno slogan di qualche anno fa che diceva: contro la fame
cambia la vita! Convèrtiti cioè. Metti da parte l'egoismo. Rifiuta l'idolatria del danaro. Guàrdati dal demone perverso
dell'accaparramento. Battiti perché cambino certe leggi che regolano il mercato. Favorisci col tuo impegno
l'avvento di un nuovo ordine economico internazionale.

Da “La teologia degli oppressi” di don Tonino Bello

⮚ Comunicazione nella fede
1) Sentiamo la presenza di Dio accanto a noi? Come? Quando?  Quali i segni della sua presenza?   Che cosa
invece di impedisce di riconoscerlo nella nostra vita?
2) I momenti di crisi di fede nel corso della nostra vita sono stati solo un peso, una fatica,…oppure occasione per
un rinnovamento?
3) Di quanto denunciato da don Tonino Bello: peste, guerra, fame, che cosa mi tocca maggiormente e mi vede,
almeno in parte, responsabile?
4) Che cosa sono disposto/a a cambiare nella mia vita perché questa sia più autentica?
⮚ Preghiera: Padre nostro