Scheda: GdA 25-26 7
“Pace a voi” Giovanni 20,19
SETTIMO INCONTRO
“Egli infatti è la nostra pace” (Ef 2, 11-22)
Attendere la parola
La pace sia con tutti voi!
Fratelli e sorelle carissimi, questo è il primo saluto del Cristo Risorto, il Buon Pastore, che ha dato la vita per il gregge di Dio. Anch’io vorrei che questo saluto di pace entrasse nel vostro cuore, raggiungesse le vostre famiglie, tutte le persone, ovunque siano, tutti i popoli, tutta la terra. La pace sia con voi!
Questa è la pace del Cristo Risorto, una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante. Proviene da Dio, Dio che ci ama tutti incondizionatamente […]. Dio ci vuole bene, Dio vi ama tutti, e il male non prevarrà! Siamo tutti nelle mani di Dio. Pertanto, senza paura, uniti mano nella mano con Dio e tra di noi andiamo avanti! Siamo discepoli di Cristo. Cristo ci precede. Il mondo ha bisogno della sua luce. L’umanità necessita di Lui come del ponte per essere raggiunta da Dio e dal suo amore. Aiutateci anche voi, poi gli uni gli altri a costruire ponti, con il dialogo, con l’incontro, unendoci tutti per essere un solo popolo sempre in pace […] possiamo tutti camminare insieme verso quella patria che Dio ci ha preparato […].
Dobbiamo cercare insieme come essere una Chiesa missionaria, una Chiesa che costruisce i ponti, il dialogo, sempre aperta ad accogliere, come questa piazza, con le braccia aperte tutti, tutti coloro che hanno bisogno della nostra carità, della nostra presenza, del dialogo e dell’amore. […]
Preghiamo insieme per questa nuova missione, per tutta la Chiesa, per la pace nel mondo e chiediamo questa grazia speciale a Maria, nostra Madre: Ave Maria.
Papa Leone XVI
Prima benedizione Urbi et Orbi, 8 maggio 2025
Ascoltare la Parola
Ef 2, 11-22
11Perciò ricordatevi che un tempo voi, pagani nella carne, chiamati non circoncisi da quelli che si dicono circoncisi perché resi tali nella carne per mano d’uomo, 12ricordatevi che in quel tempo eravate senza Cristo, esclusi dalla cittadinanza d’Israele, estranei ai patti della promessa, senza speranza e senza Dio nel mondo.
13Ora invece, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate lontani,
siete diventati vicini, grazie al sangue di Cristo.
14Egli infatti è la nostra pace,
colui che di due ha fatto una cosa sola,
abbattendo il muro di separazione che li divideva,
cioè l’inimicizia, per mezzo della sua carne.
15Così egli ha abolito la Legge, fatta di prescrizioni e di decreti,
per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo,
facendo la pace,
16e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo,
per mezzo della croce,
eliminando in se stesso l’inimicizia.
17Egli è venuto ad annunciare pace a voi che eravate lontani,
e pace a coloro che erano vicini.
18Per mezzo di lui infatti possiamo presentarci, gli uni e gli altri,
al Padre in un solo Spirito.
19Così dunque voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, 20edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d’angolo lo stesso Cristo Gesù. 21In lui tutta la costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore; 22in lui anche voi venite edificati insieme per diventare abitazione di Dio per mezzo dello Spirito.
Intervento dell’animatore
Silenzio
Per approfondire
“Pace: una parola da pronunciare per intero”
Ed è contro la violenza che la Chiesa oggi è chiamata a pronunciare per intero la parola della pace, esplicitandone tutte le esigenti conseguenze, se vuole essere fedele annunciatrice del Vangelo.
È unicamente questo il motivo ultimo che supporta e legittima l’opposizione della Chiesa alla supermilitarizzazione della nostra Puglia.
Ogni altro ragionamento, sia pur sacrosanto, scavalcherebbe il suo mestiere profetico. A lei, però, incombe l’obbligo di levare la voce per dire che ogni apparato di guerra, frutto carnoso di semi violenti, costituisce sempre un’inversione di marcia sulla strada della solidarietà indicata da Gesù Cristo.
Dire che, piuttosto che costruire cittadelle militari, sarebbe meglio edificare scuole o palestre, spetta agli studiosi di scienze umane. Affermare che i megapoligoni snaturano la vocazione del territorio, tocca agli ambientalisti. Indignarsi per gli sprechi dell’industria bellica e ipotizzare il dirottamento delle spese militari per risanare la disoccupazione, è compito degli economisti. Indicare l’assurdità di ogni guerra, visto che oggi essa si risolverebbe inesorabilmente in una catastrofe planetaria, è dovere dei pensatori. Sostenere che i soldi impiegati per costruire bombe sono un furto perpetrato a danno dei poveri, è ufficio degli educatori.
Ma dire che ogni apparato di guerra, anche se non verrà mai messo in funzione, è una violenza profonda che corrode alla radice la logica del Vangelo, è compito dei profeti.
E guai ad essi se, temendo il compatimento dei benpensanti, o arrestandosi dinanzi alle seducenti ragioni del buon senso, o sentendosi minacciare dall’accusa di fondamentalismo, o privilegiando il realismo dei piedi per terra sulla sacra ingenuità dell’utopia, dovessero pronunciare per metà l’unica parola, shalom, per la quale sono abilitati a parlare con forza.
Il Vangelo è così chiaro sulla nonviolenza attiva, che non si possono operare sconti sul prezzo del paradosso. E chi tenta di annacquarlo facendo coesistere la rigorosa semplicità del principio con gli accomodamenti pratici di segno contrario, ne snerva la carica di conversione.
Il Signore liberi i suoi servi dalla tentazione del silenzio. Restituisca alla nostra Chiesa di Puglia il coraggio di non operare riduzioni in scala nel suo annuncio mite e forte della pace. E le conceda la gioia di pronunciarne tutta intera la parola, senza smorzare le finali.
Don Tonino Bello – 1991
Comunicazione nella fede
- Papa Leone invita la Chiesa ad essere accogliente e costruire ponti… Siamo consapevoli di questa preziosa presenza e azione della nostra Chiesa nel mondo e nei luoghi di conflitto?
- Efesini annuncia la riconciliazione di tutti i popoli in Cristo. E’ anche un nostro desiderio o lo “straniero” è ancora sentito come pericolo/minaccia?
- Don Tonino Bello invita a gesti profetici…che cosa possiamo fare, quali sentimenti e valori testimoniare per dare questo contributo alla pace?
- Che cosa rimane, a livello personale e di comunità, del cammino fatto quest’anno sul tema della pace?
